Cappella della Purità

Basilica San Paolo Maggiore  - Napoli

La fondazione della cappella è legata al sacerdote Diego Di Bernardo y Mendoza che nel 1641 donò ai Padri Teatini la tavola raffigurante la "Madonna della Purità" che apparteneva da lungo tempo alla sua famiglia.
Con grande mobilitazione di clero e popolo il dipinto, eseguito dal pittore spagnolo Luis de Morales, di formazione manierista, fu portato in Chiesa e collocato nella cappella dove, per volere del Di Bernardo, si diede inizio ai lavori di allestimento decorativo.
Il dipinto che attualmente si vede è una copia; l'originale si conserva nel convento.
Nella seconda metà del seicento la direzione dei lavori per le tarsie marmoree, fu affidata a Giovan Domenico Vinaccia che potrebbe essere stato l'ideatore del cancello in ferro e ottone eseguito nel 1681 dal maestro ottonaro Giuseppe Allegro, un esempio tra più cospicui della scultura ornamentale dell'epoca.

Ovunque negli intarsi marmorei delle pareti, nei motivi della cancellata ricorre il tema della purezza, simboleggiato dal giglio, ribadito anche nei soggetti dei dipinti laterali raffiguranti "Storie della Vergine" di Massimo Stazione e delle tele nelle lunette sovrastanti con la "Natività della Vergine" a sinistra, "la presentazione di Gesù Bambino al tempio" a destra, attribuiti a Pacecco De Rosa. I dipinti mostrano una piena adesione ai modi classicistici di derivazione bolognese - romana, soprattutto del Dominichino, e sono da collocare verso la fine degli anni '40.
La parte di navata antistante la cappella è concettualmente e scenograficamente concepita come un vero e proprio vestibolo. Le statue raffiguranti le quattro Virtù Cardinali alludono alla Madonna della Purità ed introducono idealmente lo spettatore all'immagine della Madonna situata sulla parete dell'altare. "La temperanza" e "La Prudenza", nei pilastri della cappella rispettivamente a destra e a si sinistra di chi guarda, furono realizzate entro il 1675 da Andrea Falcone, che in esse ricerca una certa opulenza nei modelli e nelle forme, nel tentativo di adeguare il proprio linguaggio alla pittura di Luca Giordano.
"La Fortezza" con elmo e armatura fu unica statua realizzata nel 1704 da Nicola Mazzone, che utilizzò il modello in stucco del maestro Falcone. Probabilmente anche "La Giustizia", nell'altro pilastro della navata, fu terminata dal Mazzoni.