Santa Maria Seconda 

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E’ un antico sito francescano, luogo ritirato e di preghiera, ma di personaggi e fatti ne ha visti tanti!

Non conosciamo tutta la storia del del Convento di Santa Maria delle Grazie, meglio conosciuto come Convento di Santa Maria Seconda, (era lì venerata una tavola con Madonna e bambino, ritenuta la seconda Madonna dipinta da San Luca, da cui il nome di Santa Maria Seconda.

Le vicende di questo convento divengono spesso carsiche e rispuntano distanti le une dalle altre.

Da tempo, noi “Amici di Santa Maria Seconda”, stiamo cercando notizie su questo sito e molte cose le riportiamo da ricerche precedenti, ma non mancano notizie fresche! La ricerca continua e siamo certi che le poche informazioni di oggi, domani si accresceranno di nuove conoscenze.

La costruzione del Convento, in luogo isolato e solitario, è opera dei Clareni (o Fraticelli), che lo edificarono nel XIII secolo.

L’Ordine dei Fraticelli (o Fratelli della vita povera), fu fondato nel 1318 da Angelo Clareno (1245 – 1337, detto anche Clareno da Cingoli), francescano di grande cultura, della corrente degli Spirituali (oggi diremmo massimalisti!). Per le sue posizioni fu scomunicato, ma questo non gli impedì di metter su una nuova comunità, che –anzi – ricalcava sostanzialmente quella di origine: infatti, la immaginò e la strutturò come un ordine francescano indipendente.

Nel corso degli anni la Comunità (che viveva in questo convento), pur sempre della corrente degli Spirituali, seguirà la linea fedele al Papa e questa parte degli Spirituali (detti anche Zoccolanti) confluirono nell'Ordine degli Osservanti (Padri Minori Osservanti o Zoccolanti. Il curioso nome di Zoccolanti venne loro affibbiato nel 1386, quando alcuni frati, stabilitisi nella zona boscosa di Brugliano, in Umbria, avevano ottenuto il permesso di calzare zoccoli di legno, per difendersi in qualche modo dai serpenti che infestavano la zona).

Le divergenze, nel corso degli anni, tra i frati sostenitori dell’Osservanza e quelli appartenenti alle comunità francescane di più antica fondazione (questi ultimi cominciarono ad essere chiamati Conventuali con riferimento al fatto che abitavano i conventi urbani, distinti dai romitori o loci, accettando di vivere, dunque, in una sorta di “lassismo”, che si contrapponeva al rigorismo degli Osservanti) divennero insanabili, e su incarico di Papa Eugenio IV (1383-1447), fu sancita la divisione di fatto tra Osservanti e Conventuali. Tale divisione ebbe la conferma ufficiale da Papa Leone X (1513-1521) il 29 maggio 1517, anno, questo, che coincide con l’inizio dello scisma di Lutero.

Gli Osservanti, dopo tante contese, lotte e scomuniche, in quel fatidico 1517 furono dichiarati “vero Ordine di San Francesco” (Nel 1897 questi furono incorporati nell'Ordine dei Frati Minori).

La suddivisione dell’Ordine, del 1517, nelle due famiglie dei Conventuali e degli Osservanti non riuscì ad impedire, tuttavia, un nuovo “moto secessionista” all’interno del movimento francescano. Nella stessa famiglia degli Osservanti, infatti, ben presto si andarono delineando tendenze rigoriste, che portarono ad un’ulteriore divisione dell’Ordine. Dal corpo degli Osservanti si distaccarono prima i Riformati, che si erano aggregati spontaneamente a partire dal 1518, e poco dopo i cosiddetti "Francescani eremiti", meglio conosciuti sotto l’appellativo di Cappuccini. Questi ultimi, dopo non poche persecuzioni iniziali, ottennero il riconoscimento ufficiale da Papa Clemente VII, il 3 luglio 1528, mentre i Riformati furono riconosciuti dallo stesso pontefice soltanto il 16 novembre 1532.

Il Convento di Santa Maria Seconda è il frutto del clima che si venne a creare tra la fine del XIV e gli inizi del XVI secolo, come brevemente si è già accennato. Questo perché l’Ordine Francescano sin dalle sue origini fu agitato da fermenti interni che, in virtù di un’aspirazione ad interpretare più fedelmente la Regola originaria ed a vivere l’esperienza comunitaria secondo il vero spirito del Fondatore, portarono alla divisione dell’Ordine stesso in più famiglie.

Come abbiamo visto, a dare origine al movimento riformatore, furono "gli Spirituali"; e fu, nella seconda metà del XIV secolo, fra’ Paoluccio Trinci, presso Foligno, assieme ad alcuni discepoli, detti "Frati devoti", a dare inizio a tutto ciò. Questi, con l’intento di osservare la Regola senza mitigazioni e dispense, ambivano ad una maggiore "osservanza regolare". Il movimento, che non a caso cominciò ad essere chiamato "Osservante", si diffuse rapidamente (in Abruzzo, Marche, Umbria, Lazio, Campania e Basilicata), nel primo ventennio del Quattrocento. Occorre precisare che, fin dal secolo precedente, in varie località erano sorti degli insediamenti spontanei ad opera di frati minori, che desideravano separarsi dalle comunità d’origine per vivere una più stretta osservanza alla Regola, specie per quanto riguardava la povertà.

Gli Osservanti fecero presa sulla gente soprattutto con l’apostolato e la predicazione, ma anche grazie all’opera di mediazione e di arbitrato svolta al fine di sanare discordie tra paesi viciniori, fazioni politiche o famiglie. Né bisogna dimenticare che, accanto all’azione pastorale, i frati svolsero anche importanti attività socio-assistenziali. Significativa fu l’istituzione, nel tentativo di trovare un rimedio alle piaghe aperte dalle carestie e dall’usura, dei Monti Frumentari e dei Monti di Pietà. Altre importantissime strutture poste dai francescani a servizio delle comunità furono le infermerie, e le farmacie.

Il desiderio di vivere in penitenza, in povertà ed in raccoglimento, infatti, non fece perdere, come abbiamo visto, ai francescani la caratteristica dell’azione e molto spesso furono proprio le famiglie notabili a favorire in ogni modo la nascita di nuovi conventi, vedendo nei francescani un fattore determinante per il mantenimento della pace nelle comunità e, conseguentemente, un fattore di stabilità anche economica e sociale. Molti nobili e Signori appoggiarono in ogni modo la presenza dei frati nei loro possessi, se non proprio a richiederla… Cosa che fece, con insistenza, nel 1494, per Morlupo, il conte di Pitigliano Nicolò III Orsini, chiedendo la fondazione del convento francescano di Santa Maria Seconda, incorporando l'antico romitorio. La magnanimità dell'arcivescovo di Nicosia, mons. Aldobradino Orsini fu Nicolò, nel 1525, rese possibile la cosa!

Dell’antico Romitorio rimane traccia nell'affresco ancora esistente sulla parete destra della chiesa.

Uno dei pilastri del chiostro conserva incisa la scritta A.D. MLXXV (1525). L'impianto si sviluppa intorno al piccolo chiostro, al centro del quale c’è un pozzo, ancora attivo! Uno dei lati è addossato alla chiesa, mentre quello opposto ospita il refettorio.

Il Convento di Santa Maria Seconda venne ampliato fra il 1628 ed il 1633, anno in cui venne realizzato l'acquedotto che convoglia le acque della Sorgente esistente nel fondo denominato "Possessione".

Nel 1636 San Carlo da Sezze, finito il noviziato, vi fu trasferito per un anno, e lì ebbe i suoi primi incarichi; occupazioni umili: ortolano e cuciniere.