Chiesa di Santa Maria della Ghiaia - Verona

 

La chiesa di Santa Maria della Ghiaia fu consacrata il 17 gennaio 1302 dal vescovo Teobaldo. Il periodo di massimo splendore del convento coincise con gli inizi del Cinquecento. Quando Pio V nel 1570 soppresse l'Ordine a causa delle degenerazioni che in esso erano maturate, la chiesa di Santa Maria della Ghiaia fu eretta in commenda e con bolla del pontefice Gregorio XIV del 5 giugno 1591 fu affidata ai padri Teatini. Nel 1648 essi vi eressero la cappella della Vergine Lauretana, su modello della Santa Casa di Loreto. Nel 1662 sul campanile della chiesa fu collocato un orologio battente ore e quarti, opera del padre teatino Francesco Luciani. La chiesa ebbe splendore anche sotto la reggenza dei Teatini, ma nel 1769 la Repubblica di Venezia impose ai padri di abbandonare quel convento e di concentrarsi in San Nicolò all'Arena. Nel 1774 chiesa e convento furono posti in vendita. La famiglia Grigolati, che li acquistò, affidò la trasformazione architettonica ad uso civile all'architetto Adriano Cristofali. La chiesa fu chiusa e le opere d'arte che conteneva andarono vendute. Di fatto abbandonata, la chiesa andò in rovina: nel 1823 la famiglia Simeoni, che n’era divenuta proprietaria, la restaurò riaprendola al culto; oggi ne rimane solamente la facciata. L'edificio conventuale, invece, fu trasformato in un'elegante palazzina dal Cristofali (l'attico è un'aggiunta posteriore di Luigi Trezza).